venerdì 11 giugno 2010
Gli albori 1888-1908, dai Lumiere alla guerra dei brevetti.
Il cinema nasce ufficialmente il 28 dicembre 1895, quando i fratelli Lumiere diedero inizio a regolari proiezioni presso il Gran Cafè sul Boulevard des Capucines a Parigi. I primi film riproducevano soprattutto una realtà fenomenica priva di qualsiasi elemento spettacolare, erano "fatti" di cronaca, paesaggi noti o esotici, la realtà così come appariva dinanzi alla macchina da presa. Il cinema nasceva dunque come una novità scientifica e le masse erano mosse dalla curiosità di vedere la realtà riflessa come in uno specchio, con una precisione e un realismo mai visto prima. C’è da dire inoltre che il cinema nasce in seguito a tutta una serie di scoperte e di congegni che, chi più chi meno, già avevano tentato di riprodurre la realtà in movimento, tra i quali ricordiamo le pantomime luminose di Reynaud (Prassinoscopio; disegni in movimento 1892-1900), il Kinetografo e il Kinetoscopio pensato dal grande inventore americano Edison e tecnicamente realizzato da Dickson tra il 1888 e il 1891. Questi sono solo alcuni dei congegni più prossimi al cinema, infatti la storia delle immagini proiettate su una parete o su una tela bianca comincia alcuni millenni prima della nostra era con il teatro d'ombre, diffuso in Egitto e in Babilonia, poi ripreso in oriente soprattutto in Cina. Ricordiamo però, che l’invenzione più importante, che porta direttamente alla nascita del cinema, è la fotografia, scoperta nel 1826 grazie a Niepce che da tempo cercava di fissare su una lastra fotosensibile le immagini riprese con la camera oscura, già famosa in pittura. Il suo collaboratore, nonché socio, il pittore Daguerre, avrà poi gli onori della cronaca, dato che alla morte del maestro farà sua l’invenzione dando scientificità al procedimento fotografico (1835-40). Dunque i Lumiere dopo la prima fase strettamente documentaristica, cercarono di affinare le proiezioni, creando quelli che potremo definire i primi tre generi cinematografici della storia, le così dette vedute, divise in tre tipologie: vues generales, vues comique, vues de voyages. Per far ciò costruirono una struttura commerciale che prevedeva il noleggio e non la vendita dell’apparecchio, e resero possibile le proiezioni anche a grande distanza servendosi di decine di tecnici/operatori che avevano il doppio compito di curare la buona riuscita degli spettacoli, organizzati per lo più all’interno delle fiere o in capannoni provvisori, e durante la loro permanenza in luoghi lontani raccogliere immagini documentarie o di viaggio così da ampliare l’offerta e renderla sempre più varia e interessante. L’attività dei famosi fratelli francesi si sviluppò dal 1895 al 1899, poi cominciò ad esaurirsi a causa della grande concorrenza americana, francese e inglese e a causa dello scemare dell’interesse iniziale degli spettatori. Le tecniche di ripresa andavano migliorando e cominciava a nascere un primordiale linguaggio cinematografico. Ma soprattutto fu il piglio prettamente industriale con il quale si gettarono nella mischia i concorrenti a sbaragliare l’impresa familiare dei Lumiere. Essi furono soprattutto degli sperimentatori e non si preoccuparono di creare delle basi industriali del prodotto cinema. Ha inizio così una nuova fase della storia del cinematografo, quella degli industriali e delle battaglie legali, anche detta della “guerra dei brevetti”, che vede protagonista Edison, prima contro i Lumiere e poi contro gli altri americani, come la Vitagraph di Blackton, e la Biograph di Dickson. Contemporaneamente nascevano anche in Europa, nuove realtà industriali come la francese Pathè e la scuola Inglese di Brighton che segnavano definitivamente l’era del cinema dei Lumiere ormai obsoleto e minato dalle battaglie legali.