Questi due personaggi furono dei contemporanei dei Lumière, ma ebbero un ruolo assai differente anticipando alcuni caratteri peculiari del cinema, che troveranno pieno sviluppo solo nel decennio successivo.
Méliès resta ancora oggi uno dei più famosi protagonisti dei primi anni di cinema, tanto che la tv di oggi a volte inserisce in alcuni sketch parti dei suoi film (famoso è "Le voyage dans la lune" 1902, con la scena del proiettile sparato nell'occhio di una luna animata). Per Méliès il cinema è magia, non a caso è un promettente prestidigitatore, e nel cinema vede uno strepitoso mezzo per aumentare lo stupore, la meraviglia e l'illusione dei suoi spettacoli teatrali. Dopo aver tentato invano di acquistare un apparecchio cinematografico dai Lumière, ne costruì uno da solo, su un modello americano o inglese, intorno al 1896. Quello che più gli interessava era creare un illusione di realtà maggiore che in teatro, sfruttando il movimento sullo schermo nonché la possibilità di inventare tutta una serie di trucchi che facessero nascere ripetutamente lo stupore e la meraviglia nel pubblico. Costruì un vero e proprio studio cinematografico per realizzare i suoi "film a trucchi" che diventeranno la specialità della sua casa cinematografica, la "Star Film", e che ne faranno il primo regista di film di fantasia, ma anche di fantascienza, dati i temi trattati; tra i titolo ricordiamo: viaggio sulla luna, alla conquista del polo, 20 mila leghe sotto i mari, i viaggi di Gulliver, Robinson Crusoe ecc. Il fine di ampliare all'ennesima potenza l'illusione, il mistero e la meraviglia dei suoi spettacoli lo portò alla scelta di tale tematiche che potevano sembrare alquanto bizzarre nel cinema di allora permeato di un forte realismo. Resta il fatto che ancora oggi viene considerato il vero inventore dello "spettacolo" cinematografico inteso come puro intrattenimento, sebbene non seppe comprenderne a pieno le possibilità espressive se non nello stretto ambito dell'illusione ottica e delle fantasmagorie. Il limite più grande fu quello di non aver saputo sfruttare a pieno il linguaggio cinematografico; i suoi film restano degli spettacoli teatrali, imperniati su tecniche teatrali, in cui è palese la mancanza di un linguaggio fatto di movimenti di macchina, di piani differenti e alternati, di sequenze ritmiche, che realmente avrebbe entusiasmato l'esperienza degli spettatori. Nonostante ciò riuscì ad esportare i suoi prodotti anche in America e continuerà a stupire fino al 1912, quando fu colpito da un declino precipitoso che lo ridurrà a gestire un negozio di giocattoli.
Pathé, fu invece il promotore della prima struttura industriale cinematografica francese, incentrata sul concetto di film come prodotto vero e proprio. I film dovevano essere pensati e studiati in anticipo e non più affidati all'improvvisazione, come accadeva presso i Lumière. Dunque i prodotti dell'industria Pathé (nata intorno al 1900 e rappresentata dal famoso gallo) dovevano essere ben preparati e diversificati in base ai gusti del pubblico, soddisfacendo sia lo spettatore ingenuo sia quello colto sia quello raffinato. Creò così uno dei primi studi cinematografici e incentrò la sua produzione su un palese patetismo, la differenziò per generi e curò in maniera particolare la qualità dei prodotti. In questo fu supportato da un grande collaboratore, "Zecca", al quale affidò la produzione, la realizzazione e la supervisione dei suoi prodotti nonché la formazione dei tecnici. E' lui il vero responsabile di quello "stile Pathé" che dominò indiscusso fino la prima guerra mondiale. Zecca fu, più che un regista, un vero e proprio Producer, cioè uno scopritore di talenti e un grande organizzatore dello spettacolo, attento sia agli umori del pubblico che alle esigenze della produzione. Grande conoscitore degli spettatori dell'epoca, seppe incentrare i suoi film soprattutto sulle lacrime, creando drammi sociali, storici e religiosi, non incentrati su un discorso critico delle strutture sociali, ma sul patetismo e sul fascino che la storia e la mitologia hanno sempre avuto sul pubblico. Non dimentichiamo infine che Pathé distribuì i prodotti della "Film d'Art", una società che aveva lo scopo di nobilitare e innalzare culturalmente e artisticamente il cinema, ingaggiando scrittori noti e famosi attori di teatro, con il compito di scrivere soggetti ed interpretarli per il cinema. Questo portò ad una rinnovata attenzione verso le valenze estetiche e linguistiche del cinema, che non fu più solo considerato come un fedele calco della struttura scenica teatrale, ma assunse delle valenze proprie come dimostrano i primi studi e le prime formulazioni teoriche tra le quali ricordiamo quelle di Canudo intorno agli anni dieci. Questo portò ad una prima timida emancipazione dal teatro, di quella che diverrà poi a tutti gli effetti la settima arte.