AmaZON

domenica 18 luglio 2010

La nascita di Hollywood

La nascita di quella che ancora oggi viene considerata la capitale del cinema mondiale si deve a tutta una serie di eventi contingenti e di necessità logistiche. All'incirca fino al 1910 la maggiorparte delle riprese venivano registrate a New York, ma era già attiva una tendenza a cercare dei luoghi che rendessero possibili le riprese in esterni per tutto l'anno. E' chiaro che a New York le troupe dovevano scontrarsi con le condizioni atmosferiche che non erano particolarmente favorevoli soprattutto in inverno. Così ci si spinse sempre più a sud fino a raggiungere la famosa costa californiana, dove si radunavano sempre più troupe, produttori, registi, attori e altre figure professionali. Quest'ambiente aveva anche altri caratteri a favore dei primi produttori, oltre al clima che permetteva di riprendere in esterni per quasi tutto l'anno, era anche un luogo lontano da New York dove allora ancora si consumavano gli strascichi della guerra dei brevetti, inasprita dalle persecuzioni intraprese da Kennedy, che capeggiava il trust delle case di produzione che facevano capo alla MPPC. La California essendo anche terra di frontiera era adatta a eventuali fughe all'estero in caso di problemi con la legge e con il trust. Così questo sobborgo di Los Angeles divenne ben presto la terra promessa dei cineasti. Qui vennero tra gli altri Zukor (Famous Player Film Corp 1912, in seguito Paramount Pictures), Fox (Fox film corp. 1915, in seguito 20th Century Fox), Goldfish (poi divenuto Goldwin Pictures Corp., in seguito MGM) tutti personaggi provenienti dal circuito di distribuzione dei Nickelodeons, e tutta una serie di attori, registi, sceneggiatori e giovani ambiziosi, con l'idea fissa di sfondare nel mondo del cinema, prassi che con alti e bassi continua ancora nei giorni nostri. Inoltre Hollywood oltre ad essere emblema del sogno del cinema è anche stata sfondo di atroci delitti e di storie orrende legate a questo ambiente, come viene narrato nei libri "Hollywood Babilonia" di K. Anger che invito a leggere.