AmaZON

giovedì 14 ottobre 2010

Gli intellettuali e il cinema

A partire dalla sua nascita , gli apporti diversi, sul piano tecnico, spettacolare, industriale, organizzativo, e soprattutto estetico e artistico, avevano trasformato una semplice curiosità scientifica, in una manifestazione culturale non trascurabile della civiltà del XX secolo. Il cinema attirò l'attenzione d'un pubblico sempre più qualificato e l'interesse di intellettuali e uomini di cultura, sia per la diffusione capillare dello spettacolo cinematografico ( nei grandi e nei piccoli centri dei principali Paesi europei e negli Stati Uniti), sia per il suo rapido sviluppo tecnico-espressivo, tale da poter competere con tradizioni artistiche ben più illustri. Se è vero che uno studio metodico e approfondito dei problemi estetici del cinema avvenne soprattutto a partire dagli anni venti, è indubbio che già attorno agli anni dieci, scrittori, critici e intellettuali formularono abbozzi di teorie o individuavano talune componenti essenziali del linguaggio filmico. Tra i primi a studiare il cinema, da una angolazione nuova, troviamo scrittori e uomini di teatro. Nel 1908 Tolstoj sottolinea positivamente il dinamismo cinematografico quando scrive: << questo rapido cambiamento delle scene, le variazioni di stati d'animo, questi diluvi d'esperienze, davvero tutto ciò, è assai meglio del noioso leccamento del soggetto in teatro e se volete è più vicino alla vita>>. Alle critiche positive di Tolstoj seguono quelle negative di gente come Mejerchol'd nel 1912 quando giudica severamente il cinema: << Per il cinema non c'è posto sul piano dell'arte quand'anche esso si limiti ad un posto di servizio>>, e l'anno dopo gli fa eco Majakovskij. Proprio Mejerchol'd e Majakovskij, nonostante le critiche negative, faranno di li a poco una esperienza diretta nel mondo del cinema, rispettivamente come regista e come attore, questo soprattutto perché intorno agli anni dieci non era più possibile ignorare il cinema.
Di ben altro spessore e interesse sono gli scritti di Ricciotto Canudo, che giustamente è considerato il primo teorico del cinema, o quelli di Gyorgy Lukàcs, di Vachel Lindsay, di Emile Altenloh, di Hugo Munsterberg oltre al manifesto del cinema futurista.
Il saggio di Canudo del 1911 "La naissance d'un sixième art, essai sur le cinèmatographe" contiene le premesse di quella che sarà l'essenza dell'estetica cinematografica del Canudo maturo, ponendo l'accento, da un lato sulla possibilità di dinamizzare gli spazi, dall'altro in quella di fusione delle arti spaziali. E' un tentativo ingenuo di inserire il cinema nei problemi dell'arte.
Così si dica del saggio "Gedanken zu einer Ästhetik des Kino" pubblicato da Lukàcs nel1913, che analizza non superficialmente, i caratteri peculiari della rappresentazione cinematografica, in rapporto a quella teatrale e stabilisce i primi punti di una possibile estetica del cinema.
Così anche del libro di Lindsay "The art of the moving picture" 1915 basato sullo studio dei principali film dell'epoca, di cui si cerca di mettere in luce gli elementi caratterizzanti in rapporto alle arti tradizionali.
Sul versante degli interessi sociologici si pone il libro di Altenloh "Zur sociologie des Kino" 1914 che è il primo trattato organico sul cinema, visto come spettacolo di massa e mezzo di comunicazione sociale.
Quanto al libro di Hugo Munsterberg "The photoplay: A psychological study" 1916 esso è uno studio molto interessante sui rapporti tra pubblico e cinema e sui vari e diversi gradi di ricezione dell'immagine filmica.
Si inserisce nell'ambito dei programmi artistici invece il "manifesto futurista" firmato da Marinetti, Corra, Settimelli, Ginna, Balla e Chiti del 1916. In esso è possibile leggere acute osservazione sulle possibilità espressive del mezzo cinematografico.
Dunque a cavallo del secondo decennio del 1900, la cultura si sta muovendo e il cinema solleva problemi di vario ordine, tecnico, estetico, artistico, sociale, morale, che non possono essere ignorati. Il movimento della cultura cinematografica si svilupperà poi effettivamente negli anni venti, nei circoli dell'avanguardia artistica e letteraria e troverà, attraverso l'organizzazione dei primi circoli del cinema, un veicolo per la diffusione dei film d'arte.