AmaZON

mercoledì 9 febbraio 2011

Le Avanguardie 1920-1930

Le avanguardie cinematografiche contribuirono a emancipare la nuova arte dalle altre forme di rappresentazione, soprattutto dal teatro, dalla letteratura e dalla fotografia, e far sì che il cinema trovasse finalmente una forma propria di espressione, del tutto nuova e autonoma. Le prime formulazioni teoriche sul cinema come arte, si hanno intorno al 1910, attraverso scritti occasionali o libri, dove si tratta il problema dell'autonomia espressiva del cinema in maniera ingenua e generica. In quegli anni la produzione non era tale da suggerire diverse considerazioni teoriche, infatti è soprattutto dopo la I° guerra mondiale che il cinema si pone su un piano di notevole livello artistico, tanto da suggerire uno studio dal punto di vista estetico, impostato su basi rigorose, che porta a risultati di grande interesse, come i libri di Canudo, di Bela Belaz, di Pudovkin e di Ejzestejn. Tutti gli scritti teorici, si richiamano ai manifesti degli artisti, o a quegli articoli sulle riviste d' avanguardia, che non soltanto studiano il cinema sulle basi delle grandi opere, ma tengono d'occhio anche quella produzione irregolare di film sperimentali e indipendenti. Questa produzione minore andò crescendo di anno in anno, tanto che il decennio 1920-1930 fu la stagione migliore del cinema d'avanguardia.
Nel 1916 fu pubblicato il manifesto Futurista su cui si trovano diverse affermazioni riguardanti il cinema, come: "il cinema è un'arte a se", "il cinema deve compiere il salto, l'evoluzione, distaccarsi dalla realtà, dalla fotografia, dal grazioso, dal solenne". Sarà proprio in ambito futurista che il cinema sarà analizzato come mezzo autonomo d'espressione e utilizzato di conseguenza. Un cinema che deve creare una realtà sensibile e non essere solo riproduzione della realtà fenomenica.
Inoltre il manifesto è pieno di possibilità cinematografiche come: usare le analogie cinematografiche, usare drammi d'oggetti animati, usare ricostruzioni irreali del corpo umano ecc. Questo manifesto rappresenta dunque, tutta una serie d'intuizioni sulle possibilità espressive del cinema, che saranno sviluppate per lo più negli anni a venire.
Il clima in cui si muove la prima avanguardia cinematografica è quindi futurista, e al Futurismo diversi altri movimenti culturali si legheranno, come già esplicitamente aveva fatto il Dadaismo. Successivamente le avanguardie cinematografiche passeranno attraverso una serie di opere realizzate per lo più da pittori e poeti, che contribuiranno alla definitiva emancipazione del cinema dal teatro e dalla fotografia, portando questo spettacolo sempre più verso l'ambiente Dada.
Così il successivo sviluppo del cinema d'avanguardia si avrà proprio in ambito dadaista, il quale darà una forte impronta antispettacolare e astratta alle opere di questo decennio.
Il manifesto futurista rimase così un testo di scarso valore e di scarsa influenza pratica, ma fu comunque il punto di partenza di una nuova visione delle possibilità espressive del cinema. I film considerati ufficialmente futuristi furono: Vita futurista (Corradini) e Thais (Bragaglia); realizzati nel 1916 che precedettero e influenzarono il manifesto.
Vita futurista era un film diviso in vari episodi, che presentava alcune scene, atteggiamenti, provocazioni, prettamente futuriste, di esso nulla è rimasto.
Thais, realizzato in collaborazione con Prampolini, si avvaleva invece di alcuni trucchi fotografici ottenuti con particolari obiettivi, quindi ponendo l'accento su problemi per lo più tecnici.
Il cinema futurista restava comunque un mezzo di riproduzione di realtà in movimento, non era ancora un cinema produttore d'immagini, restavano film tradizionali girati secondo gli schemi tradizionalisti, ma erano considerati d'avanguardia, per i soggetti trattati e taluni procedimenti tecnici che si richiamavano alla poetica futurista.