AmaZON

venerdì 18 marzo 2011

Il Surrealismo (1924)

Il Surrealismo nasce ufficialmente nel 1924 con il manifesto di Andrè Breton, che seppe canalizzare la vitalità distruttiva del dadaismo in qualcosa di più concreto.
Breton dopo aver letto "l'interpretazione dei sogni " di Freud, arrivò a concludere, che il sogno e l'inconscio avessero avuto così poca importanza nella civiltà moderna e dunque fondò un nuovo movimento artistico, in cui il sogno e l'inconscio, avessero un'importanza fondamentale.
Nel Manifesto surrealista si legge:
"Il surrealismo è quindi un automatismo psichico, ovvero quel processo in cui l'inconscio, quella parte di noi che emerge durante i sogni, emerge anche quando siamo svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati".
Il Surrealismo si poneva come corrente di esaltazione del mondo onirico e di un mondo oltre il visibile, ma costruito su immagini nitide e reali, accostate tra di loro senza alcun nesso logico.
Era una visione irrazionale della realtà, una surrealtà, qualcosa di parallelo ma diverso e virtuale. Le opere cinematografiche erano di fatto una "surrealtà" e bene si prestavano a rappresentarla, e a rendere possibili quegli accostamenti eterogenei e apparentemente senza senso.
Il Surrealismo utilizzava il cinema soprattutto come materiale per le costruzioni oniriche, fantastiche, irreali, e portava a una totale riconsiderazione dell'uomo, immerso, in scenari e mondi nuovi. I surrealisti rifiutavano la forma per esaltare il contenuto, spesso esaltavano la poetica del brutto, come alternativa all'esteticità e al formalismo del cinema d'autore. Essi erano avversi alla forma cinematografica così come si era sviluppata fino ad allora, e ripudiavano ogni altro tipo di forma artistica.
Ebbe la sua grande stagione, tra la metà degli anni 20 e l'inizio degli anni 30, soprattutto dal punto di vista qualitativo, dato che i film realizzati furono pochissimi. La scarsa produzione si spiega, da un lato con i costi di produzione alquanto elevati; dall'altro con una tecnica troppo ingombrante per esprimere alcune idee surrealiste.
Così per i surrealisti, come fu anche per i futuristi era più facile scrivere scenari e immaginare film, anziché realizzarli concretamente. Il cinema fu così adoperato come magazzino dal quale attingere materiale per le loro "costruzioni oniriche", prediligendo soprattutto i Serial e il cinema comico, in particolare quello di Chaplin e Keaton, per la loro forza dissacratoria.
Tra le migliori opere ricordiamo, "La coquille et le clergyman" 1928 di A. Artaud e G. Dulac; "Un chien andalou" 1928, "L'age d'or" 1930, "Las Hurdes" 1932, realizzati da Bunuel in collaborazione con S. Dalì. Luis Bunuel resta il migliore rappresentante del periodo surrealista al cinema, forse l'unico. Realizzò due opere sostanzialmente oniriche, Un chien andalou, e L'age d'or, e un documentario, Las Hurdes (un'opera sulla condizione di arretratezza di una provincia spagnola, talmente assurdo da sembrare irreale). I primi due sono dei veri film surrealisti, entrambi basati su accostamenti e provocazioni visive, su semplici simbolismi (mano mozza, spiaggia deserta, carogne di animali morti, un uomo con una pietra in testa). Famosissima è la sequenza della lametta che taglia l'occhio (Un chien andalou), a significare quasi la morte della tradizionali arti visive, o la fine, di un modo di vedere l'uomo e il mondo.
L'enorme portata innovativa di due correnti come il Dadaismo e il Futurismo, è meglio comprensibile ai giorni nostri, dove i mezzi tecnici d'espressione sono ormai maturi (cinema d'animazione e tecniche digitali), per rappresentare quegli ideali avanguardisti, ancora presenti nella nostra cultura.