AmaZON

lunedì 5 settembre 2011

F. Lang (1890-1976)

Altro pilastro del cinema europeo, s'impone per il suo stile a partire dalla fine degli anni venti. Anch'esso trova le sue migliori ispirazioni nelle inquietudini e nelle angosce che serpeggiavano nella società tedesca del primo dopoguerra. Lang sviluppò uno stile rigoroso e un discorso sull'uomo e sulla società dominato dalla lucida visione delle colpe e degli errori, di una struttura sociale fondamentalmente ingiusta e disumana. Studiò pittura e architettura a Vienna e Monaco. Le prime opere riflettono le sue basi culturali, dense di riferimenti figurativi e architettonici come possiamo vedere in film quali, "I Nibelunghi" 1924 o "Metropolis" 1926, dove troviamo anche una forte influenza del teatro di Reinhardt.
Anche il ritmo della narrazione risente di queste influenze scenografiche, con una prevalenza di tempi lunghi, di pause descrittive, di lenti movimenti all'interno dell'inquadratura, d'un montaggio di scarso significato drammatico. Nelle sue opere di maggiore spessore è il ritmo dell'azione a produrre la tensione che fa scaturire dai fatti il loro risvolto politico. In questi film quali: "Il dottor Mabuse"1922, "L'ineffabile" 1928, "M il mostro di Dusseldorf" 1933, la composizione dell'immagine è sempre messa in rapporto con la caratterizzazione dei personaggi e con la descrizione dell'ambiente. Possiamo parlare dunque di due aspetti nell'opera di Lang, uno magniloquente, teatrale, scenografico, l'altro drammatico, ritmico, narrativo. Questi non sono elementi da considerare divergenti ma complementari nell'ambito di una personalità formatasi prevalentemente nel campo delle arti figurative. A questi aspetti va aggiunto il chiaro intento di denuncia politica che accompagna i film di Lang. E' semplice ritrovare nei suoi film la Germania della sconfitta, della delusione, della paura nel futuro, delle incertezze, delle confusioni ideologiche e politiche. Tutti aspetti che trapelano fra le pieghe di racconti in cui il complotto, la delazione, l'assassinio costituiscono gli ingredienti essenziali del dramma. Ma la visione di Lang non è mai deformata da visioni espressionistiche, il suo sguardo è lucido e razionale, semmai venato da un facile sentimentalismo. In uno dei suoi migliori film "Metropolis", che forse è l'unico film che lasci trapelare qualche accenno all'espressionismo, vediamo la descrizione precisa di un ipotetico mondo del futuro, ma la rappresentazione non si ferma al superficiale formalismo delle scenografie, ma scende a descrivere la dimensione sociale e lo sfruttamento della manodopera anche nel futuro, come metafora del mondo e della società odierna. Una visione pessimistica del futuro che non lascia spazio ad errori o fraintendimenti. Anche in altri film più classici l'uomo di Lang viene sempre collocato in un discorso che lo vede sempre più vittima delle ingiustizie sociali e schiavo del potere. Questa tensione sociale resta viva anche quando Lang fu costretto ad emigrare dopo aver rifiutato di collaborare con i nazisti. Fu prima in Francia e poi in America. Qui realizzerà due film, "Fury" 1936 e "Sono innocente" 1937. Il primo narra di una storia di intolleranza e di un linciaggio, il secondo è una vicenda carceraria con finale tragico. Lang realizzò anche diversi film di genere, poliziesco o gialli, sempre con l'intento di approfondire il suo discorso personale sull'uomo e sulla società. In questi film che parlano di un professore che uccide per amore e poi viene ricattato, di un bancario che uccide una prostituta, d'un poliziotto che si vendica di una banda di criminali o d'un ferroviere alcolizzato che strangola la moglie. Il soggetto è sempre un pretesto per indagare la realtà umana e sociale dietro le apparenze. Il più delle volte ritroviamo il tema del colpevole-innocente un personaggio ambiguo immerso in una situazione anch'essa ambigua, e questo nasce soprattutto dal fascino che Lang nutre per il "dubbio". Tra le migliori opere di Lang sicuramente restano quelle del periodo tedesco, infatti se la sua opera fu emblematica della situazione sociale e politica della repubblica di Weimar, riflettendone le contraddizioni e i conflitti, lo stesso non si può dire delle sue rappresentazioni della società americana, di cui ha tracciato un quadro solo parziale. Nelle opere di Lang troviamo alcune delle migliori letture della società e dell'uomo, restando entro i confini di uno spettacolo filmico basato su una visione razionale del dramma.