Dopo la prima guerra mondiale il cinema europeo ebbe un' involuzione dovuta da un lato alla forte concorrenza americana e dall'altro alle varie crisi recessive. E' anche vero che in stati come Germania, Francia e soprattutto Russia, gli anni venti segnarono un periodo artistico tra i più floridi e validi. Nel resto d'Europa, stati come Italia, Gran Bretagna, Svezia e altri minori, diedero segnali di una forte crisi, dovuta non solo a ragioni artistiche, ma soprattutto a ragioni di carattere politico ed economico, legate al dopoguerra e ad una forte recessione.
La maggior parte delle cinematografie furono affossate dalla grande differenza artistica tra prodotti americani, che inondavano i mercati con opere curate, levigate e grandiose, a dispetto di quelle misere ed economiche delle produzioni nostrane.
Il cinema italiano volle tentare di sfidare il cinema americano riproponendo prodotti di carattere storico, portandoli sullo stesso terreno di quello americano, cioè opere magniloquenti grandiose e permeate di un certo divismo degli attori.
Fu una battaglia persa sin dall'inizio. I tempi erano cambiati, la società del dopoguerra era diversa, e i temi e le forme erano ormai datate. Era evidente che il pubblico si rivolgesse altrove, ai film tedeschi, francesi, americani e soprattutto il nostro cinema incontrava enormi difficoltà per imporsi a livello internazionale. Si puntò così su una produzione locale per un pubblico di scarse pretese.
Tra gli autori di questi anni in Italia si ricordano: Mario Bonnard (grande attore degli anni dieci), alternò in questo periodo l'attività di regista e di attore, affrontando un pò tutti i generi, tra i suoi film ricordiamo "I promessi sposi" 1923; Guido Brignone regista che intraprese la strada del cinema comico, con film come "Maciste all'inferno" 1924; Mario Camerini, agli albori della carriera, cominciò con film dozzinali di poco conto; Augusto Genina, sarà di li a poco uno dei più grandi registi del regime fascista, per il momento i suoi film erano per lo più opere mediocri; Amleto Palermi viene ricordato soprattutto per il suo film "Gli ultimi giorni di Pompei" 1926, che creò il principio di un certo genere storico romanzesco che diede una discreta fama al cinema storico italiano, genere che fu ripreso anche da altri per tentare di rinverdire il cinema italiano con alcune glorie del passato.
Nel 1922 vi fu la svolta politica della nascita del regime fascista che non cambiò molto le cose, almeno fin quando il Duce non si rese conto della potenza che il cinema poteva esercitare sulle masse, manipolando i cinegiornali e creando una cinematografia fascista di esaltazione delle gesta del regime.
In Svezia il dopoguerra segnò la fine del grande cinema nordico, per alcuni fatti concomitanti. Innanzitutto i problemi finanziari, in secondo luogo il ristretto pubblico a cui si rivolgeva, nonostante queste opere fossero apprezzate dalla critica, ed infine perché i due registi più famosi Sjostrom e Stiller furono catturati dalle produzioni di Hollywood.
Tutto ciò ridusse la produzione a poche opere di consumo. Il cinema svedese tornerà alla ribalta solo dopo la II° guerra mondiale con opere di registi quali Ingmar Bergman e A. Sjoberg.
La Gran Bretagna visse anch'essa una profonda crisi dell'industria cinematografica che portò ad una drastica riduzione della produzione. Si ebbe una ripresa solo dopo la nascita di nuove case di produzione come la Gainsborough di M. Balcon, che primeggiò soprattutto per la qualità dei prodotti. Un cinema quello di Balcon tutto sommato privo di genialità e di invenzione, ma ben fatto. Con Balcon iniziò la sua carriera, in questi anni uno degli astri della cinematografia mondiale, Alfred Hitchcock. Il pregio di Hitchcock fu quello di aver subito introdotto nel racconto un elemento nuovo, la "suspense", ottenuta soprattutto con l'uso sapiente del montaggio, alternato a dei movimenti di macchina e a particolari inquadrature. Gia agli albori Hitchcock sapeva far scaturire dalla dimensione quotidiana la dimensione tragica dell'esistenza, la sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere. Queste furono le premesse artistiche europee che si scontreranno di lì a poco con la rivoluzione sonora introdotta dalla casa hollywoodiana Warner.