Anche Clair, come altri suoi colleghi, fu influenzato dall'avanguardia cinematografica, e sebbene avesse esordito nel periodo 1920-22 come attore, in alcuni film di Protazonov e di Feuillade, le sue prime opere come regista sono strettamente legate all'esperienze avanguardiste. Questo è palese nei suoi primi film, come "Paris qui dort" 1923, ed "Entr'acte" 1924, che restano sostanzialmente dei buoni giochi ottici.
L'influenza dell'avanguardia, soprattutto Dada, si fermò agli aspetti esteriori della sua arte, al gusto per il non-sense, ma non intaccherà la natura autentica della sua poetica, nata all'insegna dell'umorismo lieve, di una sottile malinconia e del piacere per la beffa. Questi caratteri rendono il suo stile molto simile a quello realistico di Feuillade e a quello comico di Sennett, allontanandolo dalle ricerche di un cinema puro e dagli esperimenti di sinfonismo visivo, che tanta parte avevano avuto in certo cinema francese degli anni venti.
Esso si allontana dalla magniloquenza di Gange, dal tecnicismo di L'Herbier e dal lirismo di Epstein, per affermarsi con il suo stile piano, consueto, di cui seppe mettere in luce gli aspetti più comici e sentimentali.
Si impose non per il suo stile ma per il carattere spiritoso dei suoi personaggi.
Oltre alcuni film a sfondo fantastico, la sua opera è sottesa ad approfondire il discorso ironico e satirico sull'uomo, conservando un gusto per il fantastico e per il sentimentale.
Clair giunse all'attenzione del grande pubblico con una commedia brillante, "Un cappello di paglia di Firenze" 1927, seguito da "I due timidi" 1928, entrambi basati sugli ingredienti del teatro comico e del vaudeville, per comporre una sequenza di qui-pro-quo, fraintendimenti, disguidi, inseguimenti, fatti grotteschi, scambi di persona, che grazie alla tecnica cinematografica venivano ingigantiti e spinti fino all'assurdo. Infatti soprattutto nel film "Il cappello di paglia", (la storia di una sposa infedele in cerca del suo cappello), la lezione di Sennett è vivissima, tanto il racconto segue le regole codificate del riso americano, basato su equivoci ed inseguimenti, rielaborando la lezione sennettiana in una personale interpretazione. La caratteristica di Clair sta nell'ironia più che nel sarcasmo, e l'umorismo si trasforma in una comicità velata, meno eloquente di quella americana.
Con l'avvento del sonoro il suo stile raggiunse i risultati più alti, creando un cinema populista basato su una acuta introspezione psicologica e una accurata analisi d'ambiente. I suoi personaggi erano operai e impiegatucci, visti con una certa ironia, ma anche nella loro positività di gente sana, fiduciosa, morale. Si vedano "Sotto i tetti di Parigi" 1930 o "Il milione" 1931" da molti considerato il suo capolavoro. Con queste opere si confermò autore attento d'un mondo minuto, di fatti e fatterelli della realtà quotidiana del popolino di Parigi, divertente inventore di situazioni esilaranti. Sebbene raccontò più volte storie di gente normale, è anche vero che i grandi problemi contemporanei gli furono estranei, rimase legato al piccolo mondo della periferia parigina.
Il successo lo spinse ad emigrare, prima in Gran Bretagna e poi in America, ma la situazione troppo diversa da quella parigina lo portò a non avere grande successo. Cadde in un periodo di decadenza dal quale si risollevò al rientro in patria, con la realizzazione de "Il silenzio è d'oro" 1947 una storia in parte autobiografica, di un regista che si innamora di una ragazza della quale dovrebbe essere il tutore. Continuò con altre opere che rientrano tranquillamente negli schemi della poetica clairiana, sia pure aggiornati nei temi, in cui si evince un maggiore impegno ideologico e politico, soprattutto nelle opere nate nel dopoguerra, che di certo non potevano più avere quella leggerezza e quella spensieratezza degli anni venti.
L'opera di Clair resta un opera di grande maestria registica, dominata da un grande accademismo e da una satira sottile.
Il suo stile ironico lo pone a fianco di Chaplin, come uno dei migliori registi di commedie leggere.